Un Carnevale che non è un contorno
Ci sono città in cui il Carnevale è una parentesi simpatica e città in cui è un pezzo di identità. Manfredonia appartiene alla seconda categoria. Qui il Carnevale è una macchina che si mette in moto mesi prima, coinvolge decine di associazioni, botteghe, scuole e famiglie intere, e arriva al culmine con parate che portano in strada un numero di persone difficile da immaginare se non lo si vede. È riconosciuto tra i carnevali storici italiani ed è considerato uno dei più noti del Mezzogiorno.
La forma che conosciamo oggi nasce nei primi anni Cinquanta, quando ai gruppi mascherati spontanei si affiancarono le prime strutture scenografiche montate su rimorchi trainati da trattori, costruite da studenti sotto la guida dei loro professori. Da quell'intuizione è cresciuta una tradizione artigianale che non si è più fermata.
La cartapesta, il mestiere dietro la festa
I carri allegorici sono la parte più visibile, ma il lavoro vero avviene nei capannoni, lontano dagli occhi, nei mesi freddi. La cartapesta viene modellata, essiccata, dipinta; le figure crescono fino ad altezze che in strada sembrano improbabili; i meccanismi di movimento vengono provati e riprovati. I temi non sono mai innocui: i cartapestai manfredoniani hanno sempre usato i carri per commentare politica, cronaca e costume, con quell'ironia diretta che al Sud non ha bisogno di note a piè di pagina.
Se capitate in città nelle settimane che precedono le sfilate, chiedete: molti gruppi aprono le porte e lasciano entrare a vedere i carri in costruzione. È un'esperienza che vale quanto la parata, e spesso di più.
La sfilata dei bambini
L'appuntamento a cui i manfredoniani tengono forse di più non è quello dei carri grandi, ma la grande parata dedicata ai bambini: migliaia di piccoli delle scuole dell'infanzia, elementari e medie sfilano con costumi costruiti a mano nelle classi e nelle case, ciascuna scuola con il proprio tema. È nata alla fine degli anni Novanta ed è cresciuta fino a ottenere riconoscimenti e patrocini internazionali.
Per chi guarda è uno spettacolo diverso da quello dei carri: meno imponente e più commovente, perché si vede una comunità intera che ha lavorato per settimane con forbici, colla e stoffa. Se viaggiate con bambini, è la giornata da non mancare.
La maschera, i cibi, il tempo del Carnevale
La maschera cittadina è Ze' Peppè, contadino allegro che arriva in città per far festa, esagera oltre misura e alla fine del Carnevale viene simbolicamente bruciato: una chiusura antica, che ripete un gesto comune a molte tradizioni contadine. Il periodo di festa si apre nel cuore dell'inverno, intorno alla ricorrenza di Sant'Antonio abate, e si chiude con il Martedì Grasso.
In tavola, in questi giorni, compaiono due cose che qui non mancano mai: la farrata, un rustico ripieno di farro e ricotta, e gli scagliozzi, fette di polenta fritta vendute per strada. Sono cibi da passeggio, e vanno mangiati camminando, in mezzo alla folla, come si è sempre fatto.
Come organizzarsi, senza brutte sorprese
Il Carnevale è una festa mobile: cade tra fine inverno e inizio primavera e cambia data ogni anno, e con essa cambiano i giorni delle singole parate. Per questo non troverete qui un calendario. Il programma viene pubblicato ogni anno dal Comune di Manfredonia e dall'ente che organizza la manifestazione, di solito con qualche settimana di anticipo, ed è l'unica fonte su cui vale la pena regolarsi: controllatelo prima di prenotare il viaggio e verificatelo di nuovo nei giorni immediatamente precedenti, perché il maltempo può spostare una parata.
Un'ultima cosa: il Carnevale riempie la città. Chi vuole viverlo senza stress fa bene a muoversi con largo anticipo e a scegliere una sistemazione raggiungibile a piedi, perché in quei giorni l'auto è più un problema che una risorsa.
A due passi dalle parate: Dimora in Cortile
Nel centro storico di Manfredonia, a cento metri dalla Cattedrale: durante il Carnevale uscite di casa e siete già sul percorso. Quattro appartamenti indipendenti con cucina privata, comodi anche per famiglie con bambini.