Alti faggi della Foresta Umbra con la luce che filtra fra i tronchi lungo un sentiero del Parco Nazionale del Gargano.
La Foresta Umbra — foto: Mboesch · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il Gargano ha una doppia natura e quasi tutti ne conoscono solo metà. C'è la costa, con le baie, i faraglioni e le spiagge affollate di agosto; e poi c'è l'interno, che sale, si chiude e diventa bosco. La Foresta Umbra è il cuore di questa seconda metà: un'estensione di faggi, querce, aceri e tassi nella parte centro-orientale del promontorio, intorno agli ottocento metri di quota, dentro il Parco Nazionale del Gargano.

Da Manfredonia ci vuole circa un'ora d'auto. Il tragitto è già parte dell'esperienza, perché si attraversano quote e paesaggi diversi e si arriva su strade che si infilano sotto una volta di rami. La prima cosa che noterete, scendendo dall'auto in una giornata di luglio, è la temperatura: molti gradi in meno rispetto al lungomare, e un'aria improvvisamente umida che sa di terra bagnata.

Le faggete vetuste, patrimonio UNESCO

Nel luglio 2017 alcune aree forestali del Gargano, tra cui settori della Foresta Umbra, sono entrate nel patrimonio mondiale UNESCO come parte del sito seriale transnazionale dedicato alle faggete vetuste e primigenie d'Europa. Il riconoscimento non premia la bellezza del paesaggio ma un dato scientifico: qui i faggi crescono a quote insolitamente basse per la latitudine, in una condizione climatica particolare, e alcune porzioni di bosco hanno mantenuto una struttura vicina a quella originaria, con alberi molto vecchi, legno morto a terra e una dinamica naturale poco alterata dall'uomo.

In pratica: state camminando dentro una delle ultime testimonianze di come erano i boschi europei prima che li trasformassimo tutti. È un pensiero che cambia il modo in cui guardate un tronco caduto di traverso sul sentiero, che non è disordine ma vita.

I sentieri e il centro visite

La foresta è attraversata da una rete di sentieri numerati di difficoltà molto varia: si va dalle passeggiate brevi e pianeggianti, percorribili anche con bambini, a itinerari lunghi che richiedono allenamento, tempo e un minimo di esperienza. Le indicazioni sono presenti, ma il bosco è grande e il segnale del telefono non è affidabile ovunque: procuratevi una mappa aggiornata e non improvvisate scorciatoie fuori traccia.

Il punto di riferimento è il centro visite, dove si trovano informazioni sui percorsi, un piccolo museo naturalistico e un laghetto circondato dal verde, con le tartarughe che prendono il sole sui tronchi e le anatre che si avvicinano fin troppo. È il posto dove impostare la giornata: se avete solo qualche ora, un paio di anelli brevi che partono da qui bastano per capire il bosco. Orari e giorni di apertura del centro variano con la stagione, quindi controllateli sui canali ufficiali dell'Ente Parco Nazionale del Gargano prima di partire.

Cosa vive nel bosco

Il Gargano è una delle zone a più alta biodiversità d'Italia, e la Foresta Umbra ne è la vetrina. L'animale simbolo è il capriolo garganico, una popolazione autoctona che si è mantenuta isolata dal resto d'Europa; avvistarlo non è scontato ma succede, soprattutto all'alba e nelle ore che precedono il buio, ai margini delle radure. Ci sono cinghiali, volpi, gatti selvatici, tassi. E soprattutto uccelli: picchi di varie specie, rapaci, decine di passeriformi che sentirete molto più spesso di quanto li vedrete.

Sul lato botanico, oltre ai faggi monumentali, troverete tassi secolari, agrifogli, aceri, e in primavera una fioritura di orchidee spontanee che rende il Gargano una meta di pellegrinaggio per gli appassionati. Anche senza saper riconoscere nulla, camminare in un bosco così ripaga: il rumore si attutisce, la luce diventa verde, e i rapporti di scala si ribaltano.

Quando andare

In estate la Foresta Umbra è la risposta naturale alle giornate più calde: quando la costa diventa insostenibile nelle ore centrali, un'ora d'auto vi porta all'ombra. In autunno, invece, arriva il momento più fotogenico, con le faggete che virano al giallo e al rame e la nebbia che si impiglia fra i tronchi al mattino. La primavera è la stagione delle fioriture; l'inverno può portare neve e chiusure temporanee delle strade forestali.

Poche regole di buon senso: scarpe da trekking o almeno suola scolpita, perché il fondo è spesso umido e scivoloso; una giacca leggera anche ad agosto; acqua al seguito; e rifiuti riportati indietro fino ai contenitori. Siete dentro un parco nazionale, non in un'area attrezzata.

Consiglio pratico: partite da Manfredonia presto e abbinate la foresta a una tappa in quota, per esempio Monte Sant'Angelo all'andata o al ritorno. Le strade garganiche sono strette e piene di curve: calcolate tempi larghi e non fissate nulla di rigido per la sera.

Dimora in Cortile, mare la mattina e bosco il pomeriggio

Dai nostri appartamenti in centro a Manfredonia la Foresta Umbra si raggiunge in circa un'ora: con una cucina privata potete partire all'alba con il pranzo al sacco e rientrare quando volete.