Il campanile e l'ingresso del Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo.
Il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo — foto: autore non indicato · Public domain · Wikimedia Commons

La montagna che si vede da Manfredonia

Alzate gli occhi da qualunque punto del centro storico e la vedete: la mole del Gargano che chiude la città alle spalle. Lassù, a ottocento metri di quota e a una sedicina di chilometri di strada, c'è Monte Sant'Angelo, e dentro Monte Sant'Angelo c'è una grotta che da circa quindici secoli attira pellegrini da tutta Europa.

La vicinanza è il punto. Molti visitatori arrivano sul Gargano per il mare e scoprono solo dopo di avere a mezz'ora d'auto uno dei santuari più antichi e importanti dell'Occidente cristiano. Chi alloggia a Manfredonia ci sale in mattinata e rientra per pranzo, e questo cambia completamente il modo di visitarlo: si può andarci presto, quando la grotta è ancora quasi vuota.

Una chiesa che nessuno ha costruito

Il Santuario di San Michele Arcangelo non è una chiesa edificata dal nulla: è una grotta naturale, alla quale nei secoli sono stati addossati atrio, scalinate, cappelle e un campanile. La tradizione racconta che fu l'Arcangelo stesso a consacrarla, e da qui nasce il nome con cui viene chiamata da sempre: Celeste Basilica.

Si scende per una lunga scalinata, e il passaggio dalla luce del piazzale alla penombra umida della grotta è la parte che tutti ricordano. Sulle pareti, nei punti più antichi, restano incise le firme dei pellegrini: nomi preceduti da una croce, lasciati lì nel corso dei secoli come prova di essere arrivati. Tra chi è salito fin qui ci sono imperatori e sovrani, Federico II di Svevia e diversi pontefici, fino a Giovanni Paolo II.

L'8 maggio e il 29 settembre

Le due grandi ricorrenze micaeliche cadono ogni anno l'8 maggio e il 29 settembre. Sono le date legate alle apparizioni dell'Arcangelo secondo la tradizione sipontina: l'8 maggio ricorda l'episodio più antico, quello che il racconto collega al prodigio del toro; il 29 settembre è la ricorrenza in cui, sempre secondo la tradizione, i fedeli furono invitati a entrare nella grotta già consacrata, e coincide con la festa liturgica dell'Arcangelo.

In quei giorni Monte Sant'Angelo cambia volto. Arrivano gruppi di pellegrini organizzati da parrocchie di tutto il Sud, molti a piedi, alcuni cantando lungo la salita finale; la città alta si riempie, le celebrazioni si susseguono dalla mattina e nel pomeriggio la processione attraversa le vie del centro storico. È una devozione popolare vera, rumorosa e per niente addomesticata.

Consiglio pratico: nelle due ricorrenze la salita si intasa e i parcheggi in quota si riempiono presto. Partite da Manfredonia all'alba, oppure scegliete un giorno feriale qualunque se il vostro interesse è il santuario più che la festa: la grotta di prima mattina, senza folla, è un'altra esperienza.

La via sacra dei Longobardi

Questo luogo non è importante solo per la fede. Nel VII secolo il santuario divenne il grande santuario nazionale dei Longobardi, che ne fecero un simbolo politico oltre che religioso: per questo oggi fa parte, insieme ad altri sei siti italiani, del riconoscimento UNESCO dedicato ai luoghi del potere longobardo.

Da quella centralità nasce la Via Sacra Langobardorum, l'itinerario che i pellegrini percorrevano per raggiungere la montagna: una diramazione del sistema di strade che portava a Roma e, di lì, verso la Terra Santa. Monte Sant'Angelo era una delle grandi mete della cristianità medievale insieme a Roma, Santiago e Gerusalemme, ed è l'estremità meridionale dell'asse micaelico che arriva fino a Mont-Saint-Michel, in Normandia. Oggi quei tracciati sono in parte ripercorribili a piedi, ed è il modo più onesto di arrivarci.

Cosa vedere una volta lassù

Il santuario da solo giustifica la salita, ma sarebbe un peccato ripartire subito. Il centro storico di Monte Sant'Angelo, con il rione Junno e le sue case basse e bianche addossate una all'altra, si gira a piedi in un'ora ed è uno dei borghi più caratteristici del promontorio. Dall'affaccio si vede tutto il golfo, Manfredonia compresa, e nelle giornate limpide la costa si allunga a perdita d'occhio. Il territorio comunale, peraltro, comprende anche le faggete vetuste della Foresta Umbra, a loro volta patrimonio UNESCO: una combinazione insolita, che permette di mettere insieme in una sola giornata una grotta sacra e un bosco antichissimo.

Per orari di apertura, celebrazioni e programma delle ricorrenze fate riferimento ai canali ufficiali del santuario e del Comune di Monte Sant'Angelo: cambiano di anno in anno e conviene verificarli poco prima di salire.

A mezz'ora dal santuario: Dimora in Cortile

Dal centro storico di Manfredonia si sale a Monte Sant'Angelo in poco più di venti minuti, anche prima di colazione. Quattro appartamenti indipendenti con cucina privata, a cento metri dalla Cattedrale.